Per molto tempo ho avuto la sensazione di non saper leggere le persone. Con i sistemi invece tutto era chiaro: segnali, protocolli, interfacce. Ho costruito la mia esperienza nel settore audio/video occupandomi di integrazione di sistemi, routing dei segnali, sincronizzazione e gestione di reti AV in contesti complessi, dove stabilità ed efficienza sono fondamentali. Poi è arrivata la fotografia. Con una macchina tra me e la realtà ho scoperto che l’emozione poteva trovare forma in un’immagine. Lì ho trovato la mia grammatica personale: la serenità della simmetria, l’equilibrio delle linee, la calma che solo un’inquadratura precisa riesce a dare. Oggi porto avanti entrambe le dimensioni. Da un lato la tecnologia, con la sua logica fatta di protocolli e infrastrutture affidabili; dall’altro la fotografia, che mi permette di tradurre emozioni e racconti visivi con la stessa attenzione al dettaglio ma con un respiro diverso. Due mondi che non si escludono: entrambi parlano di connessioni, siano esse di segnale o di senso.