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Technical Camera. Piccola Recensione

Technical Camera. Piccola Recensione

PREMESSA
Questa app è un’app per fotografi: nessun video, nessun selfie, niente post elaborazione degli scatti (vedi stitch di panorami e set di illuminazioni) e niente AI.

Le funzioni a disposizione su Technical Camera (da qui in poi Tech Camera) sono davvero tante e questa non vuole essere una guida, ma solo una panoramica sulle funzionalità che più mi hanno colpito.

L’interfaccia nella sezione di scatto è essenziale ma completa. Apprezzabile e gratificante è la totale assenza di icone, pulsanti o cursori nel frame di ripresa che possono distrarre durante la composizione delle immagini.

I nostri telefoni sono sempre più grandi e con rapporti di forma a volta imbarazzanti (18:9 WTF), ci sarebbe tutto lo spazio per inserire al centro dello schermo il live View di ripresa e a lati i controlli. Questo è esattamente quello che fa Tech Camera, forte soprattutto delle proporzioni fotografiche del sensore degli iPhone (4:3).

Tech Camera permette tutti i controlli manuali che possiamo trovare in una vera camera: fuoco (con focus peaking), esposizione, compensazione dell’esposizione, lock dell’esposizione e del focus. Anche gli ISO possono essere impostati manualmente e, come nelle moderne mirrorless, è possibile definire il range a cui deve lavorare se impostato in automatico.

Per capire la profondità delle possibilità di personalizzazione che ci vengono offerti, basti pensare che possiamo definire la direzione della “ghiera” dei tempi di scatto e scegliere il lato dello schermo dove posizionare i controlli per la compensazione dell’esposizione e della messa a fuoco manuale.

I tasti funzione personalizzabili con l’accesso alle funzioni più utilizzate sono la ciliegina sulla torta.

Degno di nota è il Framing Previsor. Funziona con i telefoni dotati di doppia camera e permette di sapere in anticipo quale sarà l’area inquadrata se decidessimo di switchare verso la lente zoom.

Presente tra le impostazioni anche l’utilissimo Highlight e Shadow alert, che colora di rosso le zone sovraesposte e di blu quelle sottoesposte.

Il supporto alla correzione della geometria quando si utilizzano lenti wide aggiuntive fa davvero capire il livello di profondità in cui si sono spinti nella progettazione di questa app fotografica, considerato che fino a qui ho appena appena scalfito la superficie dei controlli della schermata principale. Se entriamo nel menu, si trovano molte opzioni interessanti. Tra tutte la scelta dello spazio colore (P3 iOS default, Adobe RGB e sRGB), l’album di destinazione delle foto scattate, i campi EXIF autore e copyright.

Confrontare diverse app fotografiche potrebbe lasciare il tempo che trova: abbiamo sempre le stesse lenti e lo stesso sensore. Sono convinto che la differenza per un utilizzatore esperto la fa l’accesso a determinate funzioni e soprattutto gli algoritmi di compressione che vengono utilizzati all’interno dell’app stessa.

Spectre, una app per le lunghe esposizioni

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